Run Pauline: Effetti collaterali della reincarnazione (Fun facts about drugs # 2) (07/08/13)

Dopo un anno di strenua resistenza, venerdì mattina ho capitolato e sono tornata dal mio dottore, che mi ha prescritto una molecola che si chiama Sertralina, un nome abbastanza carino: purtroppo mentre ricapta la serotonina, che è il suo sporco lavoro da mercenario nel mio flusso sanguigno, mi sembra che mi stia travolgendo di effetti collaterali. Quanto sia davvero un effetto di Miss. S. e quanto invece sia frutto di ansia e autosuggestione, però, non so.
E’ andata così.

Ho inghiottito la pillolina e dopo pochi minuti, nausea. Ma forte, come mal di mare. Una nausea che niente poteva placare, il dolce perché dolce, il sale perché salato: il mio stomaco trasmetteva in morse nononononononono..
Ho pensato che forse avevo lo stomaco troppo vuoto, e ho mangiato quello che mangio quando tutto il resto mi fa disperare: riso bollito, col limone. Era una manciata circa, col limone diventa bianchissimo, acidulo e confortante.
E mentre mi sembrava che la nausea fosse leggermente diminuita mi è venuto mal di pancia e tre secondi dopo ero in bagno e pensavo che mi sembrava di esser di nuovo in Senegal. Ho letto il foglietto illustrativo: c’era.
E per finire: anorgasmia. Fuck, Questa me la ricordavo dall’ultima volta che ho preso degli antidepressivi.
Ma com’è possibile? 15 giorni minimo perché si attivi l’effetto antidepressivo e un paio d’ore per l’anorgasmia?
Ho letto per bene il foglietto illustrativo: ad uno su 10.000 viene il cancro, oppure potresti sperimentare Pensieri Suicidari Più Di Prima!!!
Ma per favore.
E leggo che potrebbe anche capitarmi un Episodio Maniacale.
Perfetto, uno degli effetti di questa roba dovrebbe essere controllare i pensieri ossessivi.
Ovviamente ora sarò ossessionata dall’idea di avere un episodio maniacale.

Ho ripiegato il foglietto illustrativo ed era come quelle carte stradali che non tornano mai a posto come prima, era tutto piegato male e gonfio, non ci stava più nella confezione della Sertralina, mi sembrava di infilarci dentro le Opere di Primo Levi, dopo un po’ mi sono arresa e l’ho lasciato lì mezzo dentro mezzo fuori, tanto non lo voglio rileggere più. Cancro e pensieri suicidari ‘sto cazzo. Ma se divento maniacale probabilmente lo vorrò rileggere un bel po’ di volte.

Poi venerdì sera ero in quella che chiamo la Birreria Dei Gattini con le mie amiche C e S e cercavo di curare la nausea col rimedio infallibile della coca in bottiglietta di vetro. Parlavamo e ridevamo e a me sembrava di dovermi controllare attentamente. Ero consapevole di essere molto più simpatica di quanto non fossi stata negli ultimi venti giorni ma avevo la sensazione che una virata di pochi millimetri mi avrebbe trasformata in una marionetta maniacale.
Forse era solo ansia.
Ero con due delle mie più care amiche, ci conosciamo da tantissimi anni. Sappiamo le cose più segrete le une delle altre.
Abbiamo rievocato alcuni episodi.
Questo è uno: C, che allora mi conosceva di vista e solo come la ex, probabile stronza, del suo fidanzato, era per la prima volta a casa di amici comuni, in mezzo a gente che per lo più non conosceva. Stava seduta quieta e un po’ intimorita sul divano, e io sarei arrivata con un boa di piume fucsia e mi sarei lasciata cadere sul divano sedendomi su di lei.
Mi sarò scusata? Quel boa da dove veniva?
Però è un episodio credibile: come quel personaggio in Flatlandia, il punto, oioioioioioioioioioioio, probabilmente ero confusa e concentrata su me stessa e in quella stanza ci sarà stata, che noia estrema e ripetitiva, una persona di cui sarò stata innamorata e che avrà assorbito tutta la mia attenzione, consentendomi di sedermi su altre persone a me invisibili. Che in futuro sarebbero diventate mie carissime amiche, mentre di quegli uomini non resta traccia.

Io le risposte le so tutte, ma non passo mai l’esame.

Alle mie amiche C e S, sempre monitorandomi attentamente per capire se ero in virata maniacale, ho parlato con entusiasmo forse eccessivo di “Sei tu mia madre?”, una graphic novel di Alison Bechdel. Mi domando se l’entusiasmo fosse eccessivo non perché il libro non sia entusiasmante, è un libro straordinario, bellissimo, ma perché mi sembrava di parlare tantissimo. Avrei voluto che il foglietto illustrativo si spingesse un po’ più nei dettagli. Mi sono persino dilungata sull’interesse di Alison Bechdel per Winnicott, sull’oggetto transizionale, sul True Self e il False Self. Ero piena di energia demoniaca.
Non so bene chi fossi venerdì sera, se il mio Vero Sè oppure la rimbambita che si era seduta su C con un boa di piume colorate.
Anche allora, ci giurerei, amavo qualcuno che mi faceva stare malissimo.
Forse G: ho ancora un tatuaggio su una spalla che celebra il logo della sua band. Una band che non esiste più da decenni. Io ho quindi un tatuaggio vintage.

Io S e C abbiamo riso moltissimo, eppure sono stati toccati argomenti quali: la morte, le menomazioni fisiche, la ricerca della propria identità, i rapporti coi genitori, come liberarsi di persone moleste e distruttive ma non inclini ad andarsene spontaneamente.
Io ero arrabbiata perché avevo dovuto tornare dal mio dottore e farmi prescrivere la molecola. Credo che avrei potuto stare solo con loro, quella sera. Che mi vogliono più bene di quanto me ne voglia io, immagino.

Il cuore del libro di Alison Bechdel, a me sembra, è che abbiamo bisogno di certe cose, ma a volte le persone che dovrebbero darcele non sono in grado di farlo. Crescendo qualcuno cerca di riparare quel guasto rivolgendosi ad altre persone che non sono in grado e poi a ulteriori persone del genere eccetera. Poi alcuni si salvano, altri no. Le tavole in cui Alison si disegna mentre, nel corso di una telefonata frustrantissima con sua madre, pensa “Qualsiasi cosa volessi da mia madre, lei non poteva darmela e basta. Non era colpa sua” e poi, mentre interrompe la comunicazione “E quindi non era colpa mia se non ero capace di suscitarla”, e alla fine appoggia il viso al braccio e piange, hanno fatto piangere anche me per alcuni minuti. Stavo lì, col libro aperto tra le mani, e mi scendevano le lacrime, e provavo gratitudine, amarezza, riconoscimento.

Ecco, questo è un bel libro.

In questo periodo tutti mi chiedono cosa possono portarsi in vacanza e io non so cosa dire, rispondo da bibliotecaria, ma nel mio cuore mi fa schifo tutto, il mio cervello non riesce a concentrarsi sui libri. Ma su questo sì. Questo mi ha accolto tra le sue braccia e mi ha lasciato andare, alla fine, un po’ distrutta ma grata.
Ecco, io vorrei un libro simile per chi è costretto, per la seconda, la quinta, la decima volta a tornare sconfitto dal suo dottore a farsi prescrivere Sertralina, Fluoxetina , Fluvoxamina, Paroxetina, Citalopram, Escitalopram.
Per chi è arrabbiato e si sente sconfitto e vorrebbe mordere scalciare ma anche sdraiarsi al buio e lasciarsi scomparire.
E’ così difficile parlare di queste cose. Sono intime e frustranti ed è complicato spiegare il garbuglio di rabbia e tristezza, furia e immobilità, desiderio e anestesia.
E’ un attimo farla diventare una questione di serotonina. Preferisco pensare che ci reincarniamo più e più volte nel corso di un’unica esistenza, e a volte non ci riconosciamo più. E vorremmo morire e rinascere velocemente, ma l’agonia e la gestazione, chi lo sa quanto durano?

Poi domenica correvo nel bosco, era quasi il crepuscolo, ad un certo punto ho pensato: eccomi, vieni. E per un po’ mi è sembrato di sentire gli spiriti degli alberi, che sono uno diverso dall’altro, e dal fianco della montagna, verde e morbido come il fianco di una pecora immensa, arrivavano a ondate. Poi a casa ho scritto a un mio amico: ma secondo te, era l’inizio di un episodio maniacale?
E lui mi ha risposto che io sono sempre così.
Allora va bene, ho pensato io.

goldilocks paura

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Informazioni su runpauline

Bibliotecaria, regina dei finti tamarri, conduttrice radiofonica, musicista, in psicoterapia da sempre, ho Venere al medium coeli e me ne dolgo. Prima di morire ho una lista di cose da fare che comincia con: Aurora boreale.
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4 risposte a Run Pauline: Effetti collaterali della reincarnazione (Fun facts about drugs # 2) (07/08/13)

  1. Kinch ha detto:

    Titolo: Serotonina

    Dritta la schiena
    Restare immobile
    Dolore: bene

    • runpauline ha detto:

      5 – 7 – 5, che ammirazione, specie per dolore:bene

      • Kinch ha detto:

        E’ esperienza diretta. Provare per credere, all’inizio al meglio non da soli, ma in compagnia (magari con S & C). Ecco delle istruzioni approssimative:

        Se dai adito al pur minimo “mi piace – non mi piace”, il cuore si smarrisce nella confusione. Perciò smetti la prassi di cercare detti e investigare parole; fai il passo che rivolta la luce e la getta all’interno. Se ambisci ad acquisire questo, subito devi impegnarti in questo. E’ ideale un posto tranquillo; bevi e mangia con regolarità. Liberati e sii separato da qualsiasi tipo di relazione e di rapporto, lascia riposare qualsiasi iniziativa. Senza pensare né al bene, né al male, non curarti di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Interrompi l’attività del cuore, della mente e della riflessione. Interrompi le indagini del pensiero, dell’immaginazione, della contemplazione. Di solito si mette un cuscino quadrato, largo e spesso, sul pavimento [per proteggere le ginocchia che toccano terra] e, sopra questo, un altro cuscino alto e rotondo su cui ci si siede. La posizione è con le gambe incrociate o in modo completo o in modo incompleto. Nel primo caso mettere il piede destro sulla coscia sinistra, e il piede sinistro sulla coscia destra. Nel secondo caso soltanto il piede sinistro sulla coscia destra [e viceversa, a intervalli]. Indossa un vestito comodo [non stretto alla vita] e pulito. Posa le dita della mano sinistra sulle dita della mano destra e appoggia i mignoli all’addome circa quattro dita sotto l’ombelico, poi unisci le punte dei pollici [che devono toccarsi leggermente e formare una linea orizzontale per tutto il tempo [in modo che le mani formino una specie di uovo]. Siedi eretto [ma non rigido], senza inclinare né a destra, né a sinistra, né avanti, né indietro. Le orecchie devono essere in linea con le spalle, il naso deve essere in linea con l’ombelico. La lingua riposa contro il palato [alla radice dei denti]. Le mascelle e le labbra sono chiuse senza sforzo. Tieni sempre gli occhi aperti [che guardano in basso circa un metro datanti a te e non lasciarli vagare, non guardare nulla]. Respira tranquillamente attraverso il naso. Dopo avere regolato la posizione nel modo descritto, fai un profondo respiro, espirando con la bocca e poi inspira dal naso in modo sottile e impercettibile [ma non cercare mai di controllare il respiro]. Fa qualche movimento ondulatorio con tutto il corpo a destra e a sinistra. Quindi siedi immobile. La disposizione del tuo pensiero si posi su questo fondo del non pensiero. Questa è la porta reale della pace e della gioia. Il presente si fa presente con evidente profondità, qui non arriva la ragnatela dei condizionamenti e delle illusioni. Se qui trovi dimora, è come il drago che trova l’acqua, assomiglia alla tigre che si inoltra nella montagna. Prima di alzarti [espira prodondamente dalla bocca e poi] muovi il corpo adagio [oscillando a destra e sinistra], alzati in modo tranquillo, non muoverti in modo violento. Senza discutere di sapienza e di stupidità, applicati con tutto te stesso. Hai già il fulcro della via che è il corpo umano, non attraversare il tempo invano. I fenomeni sono come la rugiada sull’erba, il corso della vita assomiglia a un lampo, all’improvviso, è nulla, in un attimo, svanito. Avanza con energia nella via diritta e radicale, rispetta l’uomo che tronca l’affidarsi al sapere e annulla l’affidarsi all’agire, entra nella compagnia di coloro che vivono l’essenza della via, eredita la pace di coloro che hanno praticato prima di te. Se a lungo compi questo, certamente diventi questo. Lo scrigno dei tesori si apre da se stesso, e tu ricevi e usi a volontà.

  2. Kinch ha detto:

    Dimenticavo un paio di cose:
    1) non ti ho ancora ringraziato per quello che scrivi e anche perchè se non fossi incappato in questo blog non mi sarebbe mai neppure venuto in mente di scrivere haiku (per modo di dire, off course, non mi sto mica montando la testa …. spero)
    2) le istruzioni (un po’ tagliate e rimaneggiate da me, ma da me non vengono bensì da un testo venerabile del XIII secolo tradotto molto bene da GJF per La Stella del Mattino) quando parlano di “tesori” si riferiscono a una gran quantità di cose, alcune molto elevate, ma comprendono anche certamente la serotonina (e molto di più in termini di sostanze che regolano l’umore, l’energia, la percezione, ecc. ecc.) e, non da ultimo, anche il segreto che consente di lasciar andare i pensieri ossessivi (i quali, comunque, gioverebbe non vederli come un trenino, che gira sempre in tondo, ma come bolle di sapone o meglio, come diceva un maestro, pozze di urina nel cesso, il che opportunamente traduce il segreto di cui parlo nella espressionistica ma efficace immagine dello sciacquone, così evocando una determinazione che possiamo avere tutti, anche “chi è arrabbiato e si sente sconfitto” e non solo gli asceti tibetani).

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