Run Pauline: microingegneria morbida (15/07/2014)

Oggi ho toccato un pipistrello. Un cucciolo, minuscolo, una mia amica l’ha trovato, quasi invisibile, sul marciapiede, e l’ha portato a casa. Ora lo sta svezzando, e l’ho aiutata a nutrirlo. Bisogna prendere dei vermi grassi, tagliargli le teste, spero poco senzienti, e sfilargli le budelle, che sono come un lungo filo nero e bavoso. Poi prendi il verme e cerchi di far capire al pipistrellino che deve mordere dalla parte giusta, e infine gli spremi il verme il bocca, proprio come se fosse un tubetto di dentifricio. Potrebbe fare molto schifo, ma il pipistrello è un capolavoro di microingegneria. Ha una pelliccetta morbida nera e grigia, artigli lunghi un paio di millimetri, ali sottili come il lattice, lisce come seta, e un codino quasi invisibile. E fa le fusa. Cioè, non so se siano fusa, ma se lo accarezzi con la punta del dito lo senti fremere e vibrare, proprio come un gattino. E’ molto piccolo e fa ancora fatica a mordere il verme nel modo giusto, e si agita tantissimo, si arrampica dappertutto, poi resta lì appeso a testa in giù, con dei piedini così piccoli, così piccoli che si potrebbero dipingere solo con quei pennelli degli artisti giapponesi che ritoccavano le fotografie in bianco e nero, un pennello con un unico pelo sottile.

Prima avevo incontrato una amica che che non vedevo da mesi. Dopo averle parlato a lungo stavo tornando a casa piena di informazioni, e pensieri, e rivelazioni, una specie di cubo di rubik che si scomponeva e ricomponeva vorticosamente nella mia testa.
E mentre tornavo verso la metropolitana un po’ stordita sono passata sotto la casa della mia amica che aveva trovato il pipistrello, così ho suonato il campanello, ho provato a mandare a fanculo il cervello per un attimo.
E’ stato bellissimo.

Non credevo di avere la capacità di incantarmi in questi giorni, invece è bastato un micromammifero volante che fa frrr frrr per riempirmi il cervello di fiocchi luminosi, come neve elettrica.
Stasera era meglio che non andassi a un concerto. Domani sarà meglio che non vada ad un altro. E’ spiacevole. E’ complicato. Pensavo che sarei stata molto triste.
Invece no.

 

pipistrello

Informazioni su runpauline

Bibliotecaria, regina dei finti tamarri, conduttrice radiofonica, musicista, in psicoterapia da sempre, ho Venere al medium coeli e me ne dolgo. Prima di morire ho una lista di cose da fare che comincia con: Aurora boreale. con il nome diArabella Urania Strange scrive anche su una risista speciale: Quasi la rista che non legge nessuno http://www.obloaps.it/quasi/
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2 risposte a Run Pauline: microingegneria morbida (15/07/2014)

  1. Luca Mastinu ha detto:

    Creaturine che ti cambiano la giornata, a volte una nottata.
    Un abbraccio Kik 🙂

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