Bibliotecaemo: Natura bagnata con felini (07/07/2014)

Piove. Non smette. E’ solo più leggera, più forte. Io sono sveglia ad un’ora assurda, da due notti non dormo, credo sia l’idea di dover rientrare al lavoro, le persone, le cose da ricordarsi. Mi siedo sul terrazzo al buio, e individuo subito il primo gatto, il più piccolo, con la pettorina bianca che è quasi luminescente nel buio. Sta al riparo di una tettoia, le gocce cadono rumorose sopra il largo bordo di rame della tettoia, ma il gatto sta lì seduto composto.
Dopo un attimo vedo arrivare il secondo. E’ l’ultimo arrivato in questa casa, riconosco la sfumatura arancione della pelliccia persino senza luce. Cammina, lento, sotto la pioggia, verso i vasi di vite del canada. E’ abituato alla pioggia, ha vissuto per più di un anno in un cortile e per ripararsi aveva solo un pezzo di plastica verde a forma di tartaruga. Indugia sotto le foglie gocciolanti, poi entra nelle ombre.
Mentre torno in casa incrocio il terzo, il gatto più grosso, quello che ho da più tempo. E’ sdraiato sul parquet, ma si alza e mi supera, va verso la porta finestra aperta. Esce. Si ferma prudente sotto un’altra tettoia.
Io sono stata ad ascoltare la pioggia e ad annusare l’aria per mezz’ora, poi ancora mezz’ora visto che non riuscivo ad addormentarmi, e adesso non so più quante volte sono uscita, un po’ esasperata un po’ sconfitta, per sedermi sulla seggiola di plastica bianca, al limite estremo del piccolo portico di legno. Ho teso le gambe per sentire la pioggia sulle dita dei piedi, le ho mosse, era dolce sentire le gocce tiepide come lacrime.
Poi sono tornata a letto, ho pensato a tutti i miei gatti, passati e presenti. Mi piacerebbe pensare che si aggirino ancora come piccoli fantasmi.
E’ incredibile non addormentarsi con un suono così gentile nelle orecchie. La pioggia sulle foglie e sul tetto, la scorrere dell’acqua nelle gronde, il ronzio del computer.
Eppure sono qui, ad occhi spalancati, e penso che domani torno in biblioteca.

 

 grandine 2

Informazioni su runpauline

Bibliotecaria, regina dei finti tamarri, conduttrice radiofonica, musicista, in psicoterapia da sempre, ho Venere al medium coeli e me ne dolgo. Prima di morire ho una lista di cose da fare che comincia con: Aurora boreale. con il nome diArabella Urania Strange scrive anche su una risista speciale: Quasi la rista che non legge nessuno http://www.obloaps.it/quasi/
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